LONTANO (poesia della lontananza d’amore)

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LONTANO 

Lontano, mentre uscivi 
una coperta sfatta e quella notte in cui dormivi.
La mano scrive, il silenzio attorno 
il mondo urla il tuo ritorno. 
Quanto ti ho pensato 
non te l’ho mai detto, la guerra stanca 
nella notte immensa ti aspetto.
Ma perché, perché non sei rimasta?
Volevo tu restassi, come hai fatto a dire basta?
Mi conosci davvero così poco 
o i nostri litigi ti hanno fatto dimenticare il gioco 
del nostro amore assurdo e contorto 
come il marinaio che torna solo nello stesso porto.
Anonima, nella diversità di un cambiamento 
non ti riconosco, sei spenta senza sentimento.
E adesso non c’è più niente, neanche mi parli 
ripasso gli errori a mente, non riesco più a contarli.
Come fai ad essere così fredda, non ti senti morire?
Quando siamo cambiati così tanto da non poter dire 
fare, sopportare nulla della vita e di noi 
siamo diventati schiavi, eravamo eroi.

Lontano, un boccale incrinato 
una lettera aperta e l’inchiostro bagnato.
L’accappatoio non è più dove l’hai lasciato 
come tutti i motivi che io non ti ho dato.

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